P.V. POLI
Gioiellieri dal 1804
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P.V. Poli, una ditta, tre maestri, una storia e la data 1804

Giuseppe Pedroni, attivo già nel XVIII sec. col marchio del pesce, è legnamaro ed argentiere della Cattedrale. Nel 1804 apre bottega al pubblico in quella che, ancora oggi, è la sede della P.V. Poli e deposita il nuovo marchio G.P. inframezzato dal pesce. Verso la metà del XIX sec. l'attività viene ceduta al gioielliere Luigi Guarneri che diverrà fornitore del comune, della borghesia e della nobiltà. La sua insegna, il cervo, corrisponde al marchio che lui utilizza per punzonare.


Antica insegna della gioielleria

Verso la fine del secolo il Guarneri si avvale della collaborazione di Palmiro Virginio Poli che successivamente apre il suo laboratorio in vicolo S. Giuseppe.

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La bottega di Palmiro Virginio Poli

Sono noti i suoi lavori per la Cattedrale e altre chiese del territorio nonché il restauro della Grande Croce, autentico capolavoro del XIV sec. Nel campo strettamente orafo il P.V. Poli eccelle nelle catene d'oro fatte a mano. Ceduto il laboratorio di vicolo S. Giuseppe rileva la gioielleria del Guarneri di via Mercatello dè Ferrari. Negli anni trenta è premiato con medaglia d'oro e nel 1954 riceve l'onorificenza di Cavaliere della Repubblica. La ditta P.V. Poli prosegue con la figlia Alva e di seguito con la nipote Francesca Diletta ed il marito Alberto De Micheli fino ad arrivare alla quarta generazione con la figlia Monica. Nel 2003 la ditta riceve l'Attestato di Benemerenza (un secolo d'impresa a Cremona 1925-2003) e nel 2005 la qualifica di Negozio Storico di rilievo regionale.
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Palmiro Virginio Poli
 
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